L'origine del cavallo 'Anglo Arabo in Italia

L’Anglo Arabo Sardo nasce ufficialmente per decisione del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Incremento Ippico della Sardegna soltanto nel 1967, quando si sentì l’esigenza “di proteggere una produzione frutto di quasi un secolo di appassionata e tenace selezione, continuata anche in momenti estremamente difficili e della cui meritevole perseveranza occorre dare atto, oltre che agli organi tecnici responsabili, anche agli allevatori sardi tutti.” (Lucio Gratani, Cavalli di Sardegna, 1982).
La storia e la genesi dell’anglo arabo sardo si sviluppano, in effetti, parallelamente alla storia del Regio Deposito Stalloni di Ozieri (1874) e successivamente dell’Istituto Incremento Ippico. Un lungo percorso che ha attraversato tutto il XX secolo sino ad arrivare ai nostri giorni. La passione degli allevatori ed un saggio indirizzo selettivo, anche se attraverso discussioni e dibattiti, talora feroci (famosa la diatriba tra “anglisti” ed “arabisti”) ha condotto alla creazione di una razza che, incarnando le caratteristiche dell’anglo arabo allevato in alcuni Paesi europei, non ha rinunciato ad esprimere una propria tipicità regionale che ne ha rappresentato per lungo tempo il plus valore apprezzato e rinomato. L’anglo arabo sardo ha unito in sé le caratteristiche di un ottimo cavallo da sella con quelle di nevrilità, resistenza, rusticità ed ottima conformazione derivanti dall’origine autoctona. L’anglo arabo sardo ha dimostrato da subito di essere un cavallo versatile, capace di esprimersi negli sport equestri e nelle corse piane, nel tempo libero e nell’equitazione di campagna. La sua diffusa capacità di sostenere la fatica ne fanno un ottimo cavallo da “fondo” che oggi sta rivelando un’eccellente attitudine alla disciplina dell’endurance.
Per lungo tempo l’Anglo Arabo Sardo è stato indiscusso protagonista nei campi del salto ostacoli, nei cross, nelle piste degli ippodromi.
Nel 1993, a seguito di alcune decisioni internazionali assunte in un importante meeting tenutosi a Venezia, i vari Paesi produttori di anglo arabi, hanno convenuto di abbandonare le denominazioni locali della razza e, così, anche l’anglo arabo sardo ha dovuto rinunciare al suffisso “sardo” diventando semplicemente anglo arabo allevato in Sardegna. Si possono avere varie opinioni in merito a tale operazione. Sotto l’aspetto della caratterizzazione locale di una razza tipica della Sardegna, la decisione è stata certamente lesiva di un progetto di così lungo respiro. Sotto il profilo del peso internazionale, viceversa, la fondazione della Conferenza (oggi Confederazione) Internazionale dell’Anglo Arabo, ha visto la Sardegna con il “suo” Anglo Arabo assumere un ruolo di tutto rilievo e di certa autorevolezza nel consesso mondiale della razza.
La Sardegna produce la quasi totalità dell’Anglo Arabo allevato in Italia ed insieme alla Francia, regione Midi Pyreneés, è il maggiore produttore a livello internazionale. Attualmente però la produzione di cavalli di razza anglo araba sta soffrendo gli effetti di una pesante crisi che ha determinato una seria e preoccupante contrazione numerica.
Per quanto riguarda le linee “da sella” la razza ha subito pesantemente la concorrenza delle razze allevate nel centro e nel nord dell’Europa che si sono specializzate particolarmente nelle discipline del Salto Ostacoli e del Dressage, sviluppando performance di altissimo livello. Per la linea da corsa, invece, il calo della produzione è sostanzialmente legato alla crisi globale dell’ippica che ha determinato una progressiva riduzione dei montepremi e delle giornate di corse negli ippodromi. Vi è una tendenza diffusa oggi a misurare la qualità del cavallo anglo arabo con una sua, in parte presunta, inadeguatezza ai livelli alti della competizione nel salto ostacoli. E’ questo un gravissimo errore, essendo una delle caratteristiche di spicco della razza anglo araba quella della versatilità. Essa, infatti, è ancora oggi considerata una razza di primario interesse nel Concorso completo di equitazione, sta crescendo l’interesse nei suoi confronti per l’utilizzo nell’endurance, è vivo il suo utilizzo nel tempo libero e nell’equitazione di campagna. Il suo impiego nelle corse è, tuttora valido, in numerosi Paesi. Importante è l’incremento che sta avendo il suo utilizzo per la Sartiglia e più in generale nelle manifestazioni tradizionali non solo della Sardegna. Basti pensare al suo impiego esclusivo nel Palio di Siena.
Nell'ambito del progetto di valorizzazione e incentivazione della partecipazione di cavalli di razza Anglo-Arabo-Sardo alla giostra dell'ultima domenica e martedì di carnevale, la Fondazione Sa Sartiglia insieme all'Agenzia AGRIS Sardegna ha istituito dal 2014 il Premio miglior cavallo e miglior pariglia Cavalli di razza Anglo-Arabo-Sardo e derivati, che prevede l'assegnazione di un premio in denaro per i miglior cavalli iscritti al libro genealogico dell'Anglo-Arabo-Sardo e del Sella Italiano (Decreto Ministeriale MIPAAF n. 3580 del 12 giugno 2008) che abbiano un progenitore Anglo-Arabo-Sardo entro la terza generazione. A tal fine ogni anno grazie al supporto dell'AGRIS viene costituita un’apposita commissione giudicatrice che assegna il premio Miglior Cavallo e Miglior Pariglia ai cavalli iscritti alle visite veterinarie, in regola con la documentazione così come stabilito dal protocollo delle visite di idoneità. (Tratto da La Sartiglia)

L'origine del cavallo 'Anglo Arabo in Italia

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