Cesare lo meriterebbe

di Antonio Berti.Trotto and Turf


Va avanti la proposta di Trotto&Turf di ribattezzare nel ricordo di Cesare Meli l'antico impianto del Visarno. Lanciammo l'idea nell'articolo di addio al grande ippico fiorentino e ci venne spontanea, ma quasi doverosa, perché Cesare è stato un grande imprenditore nel suo lavoro, ma lo è stato anche nell'ippica, settore in cui ha operato in vesti diverse, come proprietario, come gentleman e anche come allevatore per quasi 60 anni, sbagliando veramente poco nel corso della sua militanza e comunque correggendosi subito. In questo si è vista la sua grande intelligenza che, accompagnata dalla inesauribile passione per il cavallo trottatore, gli hanno permesso anche di navigare sicuro nel burrascoso mare del trotto di questi ultimi trent'anni. Ma uno dei suoi capolavori, per quello che so, forse unico al mondo, è stata la valorizzazione dei gentlemen che oggi, in Italia, rappresentano una grande forza dell'ippica e Dio solo sa se, in momenti difficili come questi, non c'è bisogno di loro. Cesare è stato Presidente per oltre trent'anni della Federnat, la grande associazione dei "Pu ri", non per amore della poltrona, come si dice oggi, ma perché non era facile trovare una concorrenza adeguata. Questo ha consentito all'"Armata" dei gentlemen di diventare una forza che ha fatto molto bene all'ippica e dovrebbe seguitare a farlo anche infuturo, soprattutto con le varie manifestazioni organizzateogni anno dalla Federnat, l'ippica si è fatta conoscere nel mondo della politica, in quello della cultura, dello spettacolo e via dicendo. L'ultimo capolavoro di Cesare Meli, però, è stata la realizzazione della pista da trotto al Visarno. Era il 2012, mese di marzo, quando l'ippodromo delle Mulina chiuse definitivamente. In pochissimo tempo Cesare Meli si rese conto di quello che sarebbe successo a Firenze. Così prese contatto con il Comune del capoluogo toscano e in breve, tramite la Società San Felice, divenne gestore del Visarno. Fu completata la pista di trotto e il 4 novembre dello stesso anno iniziarono le corse al Visarno: non fu perso neanche un convegno. Cesare aveva salvato il trotto a Firenze, di conseguenza bisogna essergli tutti riconoscenti. Ed è anche per questo motivo che noi riteniamo giusto che il vecchio ippodromo del Visaro, nel quale, ai tempi di Firenze Capitale, hanno corso anche i cavalli di Vittorio Emanuele II, sia un po' una creatura di Cesare Meli. Quindi ci sembra opportuno agire di conseguenza. Una piccola nota, ma molto importante. L'ultima intervista a Cesare la feci la scorsa primavera e lui mi rassicurò che in estate sarebbero stati fatti i lavori di revisione della pista dove erano necessari. Concluse dicendomi: «Vai tranquillo, sarà fatto». Stamani mi è giunta notizia che un'impresa del nord è già al lavoro. Cesare, ancora una volta, è stato di parola.E voi gentlemen dovete capire che Cesare vi ha aperto il Paadiso, quasi tutto quello che lui ha creato, prima non c'era, quindi chiamate pure Premio Cesare Meli il Federnat, nessno protesterà, ma è una diminuzione. E l'ippodromo merita di portare il nome di chi l'ha voluto e realizzato. Ai posteri il compito di curarlo nel tempo, questo si, con amore e rispetto.


Antonio Berti


Cesare lo meriterebbe

Agosto 2019
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