Il GP Duomo simbolo prestigioso del Trotto Toscano in Europa

Nell’immediato dopoguerra la Società Fiorentina, capeggiata dall’abile Giuseppe Camarrone, disegnò con perizia e lungimiranza il programma di importanti corse classiche di Trotto da svolgere presso l’ippodromo Le Mulina, fra cui Il GP Duomo, la cui prima edizione fu vinta nel 1947 da Magione in 1.24.1. Da allora la competizione prevista sulla breve distanza del miglio, supportata e sviluppata dalla presenza di cavalli di caratura europea e mondiale, unitamente ad un’altra fondamentale componente, chiaramente rappresentata dai migliori guidatori ed allenatori del settore , assurse a notevole fama nel mondo ippico, sugellata anche dal gemellaggio fra l’ippodromo nordamericano dello Yonkers, sede dell’International Trot, il Campionato del Mondo al trotto e l’ippodromo Le Mulina di Firenze, che poteva vantare una pista in mezzomiglio velocissima .Il primo fuoriclasse a firmare il GP Duomo fu Birbone, autore di un doppio consecutivo nel 1952 e 1953, dopodichè il duello infinito fra il Sauro Volante Tornese, guidato da Sergio Brighenti ed il Diavolo Nero, Crevalcore, in coppia con Vivaldo Baldi appassionò il pubblico nelle edizioni a cavallo fra il 1950 ed il 1960. Nel mese di Maggio del 1958 il biondo Tornese realizzò un primato storico affermandosi davanti al moro Crevalcore ed a Gebel in uno straordinario 1.15.7, nuovo record d’Europa sul miglio, ragguaglio cronometrico che in pratica superava il muro del suono dell’1.16. La notizia fece il giro del mondo, rendendo famoso il Gran Premio Duomo. Negli anni Settanta i trottatori italiani dominano l’ambita competizione. Barnablu’ e Carosio regalano ai colori rossoverdi della scuderia trevigiana Gina Biasuzzi una doppietta nel 1971 e 1972, con la guida di un giovane Giancarlo Baldi. Il Pilota, l’emiliano Sergio Brighenti, nel 1973 portò al successo Freddy, l’anno successivo l’affascinante Top Hanover volò in 1.15.9 .Nel 1975 è ancora Sergio Brighenti ad imporsi in sulky a Patroclo, mentre i celebri trottatori statunitensi Wayne Eden e The Last Hurrah si affermano con autorevolezza rispettivamente nel 1976 e nel 1979 .Negli Anni Ottanta l’ippodromo Le Mulina dona una peculiare colorazione scandinava al Duomo, invitando alcuni dei migliori esponenti del Trotto del Nord Europa, che si portano al seguito numerose tifoserie, che assistono i loro beniamini in pista con lo sfoggio delle bandiere nazionali di Finlandia, Svezia, Norvegia e Danimarca, e vincendo ancora di piu’ l’internazionalità della corsa, catalogata come Gruppo 1 ed inserita nel Calendario Ufficiale dell’Unione Europea del Trotto, con la sua formula speciale delle Batterie e Finale. Sul Duomo si proietta la figura del finnico Keystone Patriot, simbolo autorevole del Trotto Vichingo, vincitore di ben tre edizioni consecutive, stabilendo nel 1984 un limite prestigioso in pista piccola di 1.13.4. Il cavallo divenne una leggenda grazie alle sue vittorie strepitose, ottenute per dispersione degli avversari ed entrando così nel cuore di tutti gli appassionati. Il Duomo era diventato una corsa proibita ai cavalli italiani, messi in difficoltà dal valore dei trottatori nordici, ma fu Esotico Prad con Giuseppe Guzzinati ad interrompere nell’edizione 1987 la lunga sequela di vittorie straniere. La campionessa Jef’s Spice, con i colori della White Star di Luciano Gaucci, conquistò il successo nel 1988, seguito nel 1989 dal trionfo di un altro fuoriclasse di Finlandia, Friendly Face. La stella luminosa di Crown’s Invitation negli Anni Novanta illuminò il GP Duomo con una doppietta straordinaria, con la guida di Pietro Gubellini nel 1992 in 1.12.4, nuovo primato continentale in mezzomiglio ed in 1.12.5 nel 1993.Il quotatissimo Toss Out, rivelatosi in seguito un ottimo stallone, impose il suo sigillo nel 1994 e nel 1997 ed il qualitativo Kramer Boy trionfò nel 1998. Negli anni Duemila dapprima lo svedese Intact Hornline siglò il nuovo record della corsa, vincendo in 1.12.2, migliorato nel 2004 dal forte Digger Crown, che si affermò in 1.11.9 con l’interpretazione magistrale di Stig Johansson, forse il piu’ grande dei guidatori ed allenatori del Trotto Nordeuropeo. Quella fu l’ultima versione del GP Duomo con l’etichetta del Gruppo1.Dall’anno successivo infatti fu ridimensionato a corsa di Gruppo 2, con una sostanziosa diminuzione della dotazione economica al traguardo. C iò nonostante, il prestigioso Festival toscano della velocità, venne contemplato in formula unica, una sola corsa, dopo l’avvenuta eliminazione delle affascinanti batterie. Nel 2010 infatti l’indigeno Italiano ritoccò il primato della classica gigliata con una superba prestazione in 1.11.8. Dopo la restituzione del glorioso ippodromo Le Mulina, nato nel lontano 1891 e pertanto il piu’ antico degli impianti in funzione, al Comune di Firenze nel corso del 2012 , cui seguì il fallimento della società di gestione, il Trotto a Firenze rischiava fortemente di perdere l’intero patrimonio storico, ma l’impegno appassionato di un fiorentino illuminato come Cesare Meli, affiancato operativamente dal figlio Carlo, impedì questa incombente minaccia, che avrebbe provocato la disfatta di un intera componente ippica, ricca di storia e tradizione, trasferendo l’attività del Trotto sull’altro ippodromo fiorentino, Il Visarno, da anna annorum riservato al Galoppo, salvando da una sicura cancellazione anche il GP Duomo, che si disputerà il 2 Dicembre di quest’anno, giunto alla sua 72^ edizione, grazie alla forte volontà della società di gestione Sanfelice srl di Cesare e Carlo Meli, dopo il ritorno nel 2016 al suo rango originale di classica di Gruppo 1, inserita nel calendario del Circuito Master UET con l’adeguato portafoglio di euro 154.000. La celebre corsa sarà riservata ai cavalli indigeni di 5 anni ed oltre ed ai 4 anni ed oltre europei sulla breve distanza dei 1600 metri, da battere il primato di 1.11.4 stabilito nel 2017 da Peace of Mind con Alessandro Gocciadoro.


Il GP Duomo simbolo prestigioso del Trotto Toscano in Europa

Dicembre 2018
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